venerdì, 27 aprile 2007

Omaggio ad Andrea Pazienza

Vorrei descrivervi per filo e per segno queste mie giornate romane, ma si tratta più che altro di immagini e suggestioni difficilmente condivisibili.
Due giorni passati dentro un museo si commentano da sé :-). Niente metafore. All’interno del Museo di Riofreddo ha una residenza Annita (Garibaldi Jallet) e lì mi ha ospitata per parlare dei nostri progetti. Location suggestiva negli esterni, ma un po’ inquietante negli interni, devo ammettere da ospite irriconoscente. :-)
Anche sui due giorni successivi non so che dire. Perché le rare volte in cui mi emoziono sul serio coincidono con le rare volte in cui resto senza parole per la rara gioia di chi mi sta attorno.. :-) E poi perché durante le prove e poi lo spettacolo di Stefano ho soprattutto pianto. A tratti riso esageratamente. E negli intervalli ingurgitato dosi massicce di cioccolato. A un passo da delirio? No tranquilli. Quando le cose stanno così è ottimo segno. Se so stare in equilibrio (precario.. da qui il cioccolato nelle pause) tra ironia e tragedia significa che sto proprio bene. Che sono nel calore di una condivisione artistica che non so se comica o tragica, ma poco importa. Che sono anni luce dalla tentazione dell’analfabetismo emotivo. Perché il contrario della tragedia non è la commedia. Ma l'indifferenza.
Ve ne consegno un passaggio, col consiglio di andare a vederlo
 
Cari Voi che mi avete seguito sin qui. Cosi' finisce l'ultima puntata di Pompeo e, presumo, anche un lungo capitolo della mia vita. Questi s'era aperto "fumettisticamente" nel settantasette con Pentothal  e, tra alti e bassi chiude adesso, nove anni dopo. Anni che, come si dice, sono "volati". In questi anni ho scoperto diverse cosucce. Intanto di non essere un genio. Perche' si', lo confesso, da ragazzo ci speravo. Invece no, sono un fesso qualsiasi. Pero', c'e' sempre un pero', e' vero, sono un disegnatore eclettico. Un disegnatore ecletto-sfaticato. Poi ho scoperto di non essere attendibile, e di non essere tante altre cose, deficienze a volte gravi delle quali chiedo a qualcuno di perdonarmi. [...] Ora che vivo in campagna come un cretino non sono piu' depresso e quindi saluto volentieri gli amici che mi rimangono qua e la' nelle citta'. Le amiche soprattutto. Di me, volendo, si puo' dire tutto il male che si vuole, pero' tante di quelle cose non sono vere. Capisco viceversa la delusione di qualcuno quando si e' accorto che il fumettaro per cui tifava altri non era che il fesso di cui sopra. Ora, naturalmente, che sono fesso me lo posso dire io da solo, perche' sono sempre in grado di stracciare il novanta per cento dei vostri. Pero' (di pero' ce ne possono essere i pacchi), non ho mai pensato al soldo, mentre disegnavo, casomai subito prima, o subito dopo, mai durante. Voglio dire che alla fine ho sempre fatto quel che ho voluto, senza badare acche' 'ste cose si potessero rivendere di su o di giu'. Ora che vivo in campagna i ragazzi di qui mi chiamano "vecchio paz" e, faccio per dire, ho ventinove anni...

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giovedì, 19 aprile 2007

I fiori blu

Non ricordo quante volte nella mia vita ho riletto i Fiori Blu di Queneau. Tante. Ma ricordo la prima. Avevo dodici anni e quella notte tutto il dolore del mondo seduto sul mio letto per aver perso la persona più importante della mia vita. E la Musica della mia vita. La notte in cui ho però capito che da allora in poi avrei saputo ballare ogni Musica. Anche la più triste.

E l’ultima. La notte scorsa.
Ricordo però che ogni volta, a dispetto degli anni, mi fa lo stesso effetto. Mi toglie la voglia e la capacità di scrivere. E di parlare anche. Il che a dodici anni si può perdonare ad una bambina che, solitamente brillante ed estroversa, inizia a consegnare i compiti in bianco perché sostiene di non saper scrivere. Ora un po’ meno...:-)
Soprattutto se hai impegni da rispettare.

Ma, Dio mio… quella leggerezza per cui anche le cose più calcolate hanno l’aria di essere buttate lì sbadatamente… perché solo così si può rendere la bellezza di una storia completamente vera solo perché completamente inventata. Solo quella leggerezza poteva dire che i Sogni sono l’unica realtà. Quelli che da bambina amavo pensare come incontri veri e li chiamavo vagabondaggi stellari...
In fondo adoro sentirmi stupida. Ma sinceramente spero che mi passi entro domattina o:
1) Giuseppe si adirerà se non avrà fra poco il suo comunicato stampa per la presentazione del progetto Parcultura.
2) Gli allievi domattina anziché di Linguistica Comparata mi sentiranno parlare con lingua felpata.
3) Cosa ben peggiore, la Angiolillo sosterrà con ragione che sono tornata  al “pappo e al dindi”. :-) 

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lunedì, 16 aprile 2007

Siamo uomini o caporali?

Giornate di difficili sfide, anzi guerre.. sul lavoro ( per essere precisi sconfitte :-( ) quelle appena trascorse.
Sarà forse solo il passeggero triumvirato di pianeti Mercurio Sole e Luna alleati in Ariete a vanificare le creative energie di una passionale cancerina.., ma tant’è.
Per riassumere: Mercoledì incassata, con stile ma poco cambia, una schiacciante sconfitta da parte delle truppe alleate dei veterani... di terra e di mare (vedi post 11/4). Nella vita, lo dico spesso, è sempre una questione di linguaggio.. Avrei dovuto capire che qualcosa non quadrava quando io continuavo a parlare di tratti di costa e loro di demanio… Vabbé.
Poi da Giovedì a Sabato, nonostante tutte le strategie logistico-orarie, da Carlo affettuosamente consigliate e da me messe in atto, per evitare incontri perché ormai inevitabili scontri con la protagonista del post del 5/4, ho invece dovuto far appello a tutta la mia kundalini per non replicare quando lei, scomodando addirittura il Divino..., mi ha ricordato che già "conzionava" all’Università mentre io ancora mi esprimevo “col pappo e il dindi”. Embé? Che differenza fa? Se non che prima era una giovane insegnante ignorante, ma con buoni appoggi politici e ora invece una vecchia insegnante ignorante ma con buoni appoggi politici? Nonnismo militare al comipa e in facoltà. 
Io non mi abituerò mai, né intendo farlo, alle persone alla “leinonsachisonoio”. Che se poi hanno bisogno di ricordartelo/selo in continuazione, evidentemente non sono proprio niente. E con la citazione qui e nel titolo ne approfittiamo per rendere omaggio al mio Principe a quarant’anni esatti dalla sua morte. È proprio vero, “Signori si nasce” e lui “ lo nacque” :-)
Tornando all’assunto di partenza non è che io non riconosca o rispetti le gerarchie. Le riconosco e le rispetto. Eccome. Ma se basate sulla meritocrazia. E sull’autorevolezza che deriva dal mix di tre C: conoscenze competenze carisma. Non sull’anzianità o l’autorità ottenuta e mantenuta con squallidi giochi di potere.

Infine però qualche nota positiva Domenica al Poetto.
Sì perché... quando incontri allieve che ti manifestano tutta la loro stima nonostante la tua severità e poi, dall'alto dei loro 18-20 anni, scrutano il tuo bikini alla ricerca (disperata e scrupolosa quanto vana... :-)) di qualcosa che somigli ai loro... rotolini sulla vita, cedimenti posteriori o lievissimi accenni di cellulite.. hai vinto!!! :-)

E poi bello vedere lui che, di fronte a questa scena, ride. Non sai se orgoglioso o divertito. Ma entrambe le cose mi fanno felice. Sarà banale. Ma un uomo orgoglioso di me "all inclused", dalla linguistica indoeuropea comparata alle disperate... battaglie politiche al fondoschiena mi dà equilibrio e felicità.

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venerdì, 13 aprile 2007

Kalokaiagathia

Successo pochi minuti fa qui. Cioè nella sede del DSA.
Gaetana dice ( per chi non si ricordasse di Gaetana dal mio vecchio blog… è, per definizione, la segretaria di Carlo. Per forza contrattuale, la segretaria del DSA): Marina, ma chi è quel tuo amico che è venuto qui a cercarti ieri? Quello che sembra Justin Timberlake ma con i capelli di Mika…

Io: ……??? Non saprei… Se quello che senza “avviso di chiamata” mi ha trovata, grazie alle tue indicazioni (qui aggiungi innalzamento del tono della voce e raschio gutturale di rimprovero), in piazza Ienne facendomi rischiare l’infarto, non somiglia per niente al tuo improbabile cocktail pop-dance.
Io ci vedo piuttosto un mix leporide-felino. Animo di coniglio in un fisico da leone. :-)
Ma immediatamente l'osservazione di Gaetana fa scattare il retropensiero uno: vuoi vedere che in questi mesi quando, all'entrata nei locali, tutti si giravano e io, piccola... presuntuosa, pensavo fosse per me, in realtà guardavano te??? Naaaaaaa. ;-)

Ma, a proposito di Bellezza, che è poi l’unica cosa che distingua le persone e di cui abbiamo bisogno disperato, (il mondo si divide in persone belle e persone brutte. Punto. Senza ma e però. Manicheamente.) parte con logica interna... il retropensiero due:  A volte anche il Mare rischia di ristagnare, se trasformato o piuttosto trattato come un fiumiciattolo qualsiasi da brutte persone. E non si sa quale direzione prenderà. Forse squallida deriva in acque torbide… 
O solo una pozza d’acqua non torbida, profonda, ultima quiete prima di una cascata finale. Ma ti devi buttare se vuoi che l’acqua torni limpida.
Gli incontri, i momenti importanti sono combinati. Ancor prima che i corpi si incontrino. Ci aspettano, ecco.
Ma siamo abbastanza vigliaccamente idioti che la maggior parte delle volte facciamo in modo che essi non si verifichino.
Se invece, come scrivi tu.., siamo disperati e non abbiamo niente da perdere, allora si manifestano con tutta la loro forza. E cambiano la rotta della nostra vita. E tu sei tanto più coraggioso di me..

Per seguire la logica dei miei retropensieri, vedi titolo. Omero docet. Ma questo non scoraggerà i soliti anonimi emotivamente e culturalmente analfabeti che leggeranno qui solo un’apoteosi di superficialità.

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mercoledì, 11 aprile 2007

Marina….. Militare?

Ho bisogno di un In Bocca Al Lupo enorme e corale oggi.
Sto per andare a Cagliari con un giorno di anticipo perché fra poche ore mi aspetta la mia prima riunione come membro del COMIPA.
Ultimo inaspettato “regalino” ( prova di fiducia?!) del mio pazzo adorato.. Renato Soru.
Per chi non lo sapesse, il COMIPA, è un comitato (misto paritetico servitù militari) che dovrebbe armonizzare i piani territoriali di sviluppo del territorio con i programmi delle installazioni militari.
Perciò dovrebbe essere formato per metà dei suoi componenti da rappresentanti della Difesa e per l’altra metà da membri di nomina provinciale e regionale.
Dovrebbe.
Perché in realtà la Difesa finisce per giocare un ruolo fondamentale nella scelta (o corruzione) dell’altra metà e quindi il comitato è misto solo sulla carta.
E questo probabilmente è il principale motivo per cui la Sardegna con i suoi 37.374 ettari di controllo militare a terra (contro i 16.000 di tutto il resto dell’Italia) e 2.860.000 a mare (superficie che supera quella dell’intera isola) è ormai praticamente una grande piattaforma armata protesa contro il Sud del mondo.
Insomma, per spiegare che tra poche ore mi troverò a discutere di questi argomenti, isolata nel sesso e nel pensiero sulla gestione del territorio, con vecchi ammiragli e generali e piccoli politici loro tirapiedi…
Ma non sono preoccupata per questo. Abituata a trattare con i militari dalla mia decennale lotta contro la base USA qui. E preparata sugli argomenti, seppur lontani dai miei interessi. Né demotivata dalla per ora percezione di isolamento e quindi forse inutilità del mio ruolo e voto. Abituata anche a questo. Ma anche consapevole che varie volte le mie prove di coraggio disinteressato e disperato hanno affascinato e trascinato dalla mia parte altri. E Soru lo sa bene.
Il problema è piuttosto questo:
Come mi vesto? Ok, minitailleur executive d’ordinanza per l’occasione. Ma mi chiedevo: se mi facessi cucire delle greche sulle spalline li farei sentire più a loro agio e mi prenderebbero più sul serio? :-)

PS E a fine serata, per rimanere in tema, programmato di andare a vedere Trecento, che se a France sono venuta io in mente quando l’ha visto e l’indomani me l’ha caldamente consigliato, un valido motivo ci dev’essere e voglio scoprirlo...

 

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martedì, 10 aprile 2007

Ho voglia di … E :-)

Colpo di fulmine poco fa, credo reciproco, tra me e la classe E.
Il mio conto in banca, il primo a raccogliere le mie confidenze, obietta che la mia classe A non ha ancora compiuto un anno e soprattutto che in questi casi bisogna procedere in climax prudente. Insomma secondo lui non si può passare da A ad E se non attraverso un graduale progresso di almeno biennale B e poi biennale C… E aggiunge, spiritosone, che, per rimanere in linea col titolo.. potrei “scattarle una foto” ...
Analfabetismo emotivo, obietto io.
E anche formale.  Perché, a voler essere precisi, bisogna saper distinguere tra vocali e consonanti. E tra le vocali subito dopo la A viene la E. O no?
Insomma sono una glottologa, e la fonetica è il mio settore. Lui pensi ai numeri e far quadrare i conti.. non alle lettere. A quelle penso io.

Lui ribatte che è esattamente quello che sta facendo. E che il fatto che io abbia trascorso gratis la notte di Pasquetta nell'unica villa-albergo dell’isola di Santa Maria, che costerebbe 1500 euro pro capite, mi ha privata del modus in rebus…
E quando mi parla in latino sa di toccarmi in uno dei miei punti deboli.. :-)


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sabato, 07 aprile 2007

Pasqua acida

Bella serata ieri a Le Iene.
Ballato tanto bevuto poco. E quando le cose stanno in questo rapporto proporzionale significa che ci sono stati sufficienti ( esageriamo: discreti…) stimoli al divertimento.
Gli ingredienti c’erano tutti. Bella compagnia bella musica accattivanti reading artisti alternativi location alternativa e festa alternativa per sovvenzionare Emergency: Pasqua Acida. Un mix esplosivo per una, come ama definirmi con tono dispregiativo un mio ex, "forzatamente alternativista" (non alternativa eh, –ista puntualizzo sul suffisso peggiorativo).
Belle tutte le esibizioni ovviamente. Segnalo il reading scoppiettante di Flavio Soriga e la punta di diamante: la performance del mio amatissimo Paolino Fresu che abbarbicato sulla sedia a leggere gli spartiti stesi a terra non sai proprio da dove prenda tutto quel fiato…

Ma anche tra quelli a me sconosciuti qualche gradita sorpresa.
Un cantante che può permettersi una cover di Friends Will Be Friends senza risultare ridicolo merita la mia citazione qui. Come la mia attenzione lì. E la mia considerazione ovunque.
Dev’essersene accorto. Non se se sia stato il ballo sfacciato che gli facevo sotto il palco o il fatto che mi abbia vista cantare con tale trasporto ( in realtà era un bluff, mimavo solo..) ma ad un certo punto mi ha piazzato il microfono sotto il naso. E io ho avuto una frazione di secondo per decidere se rifiutarlo con snobistica nonchalance, passando per timida o stonata o, molto peggio, ignorante dei testi di Freddy, o sniffarlo come se fosse intriso di un cocktail di aceto e adrenalina e poi lasciarmi andare allo spirito dionisiaco, noncurante del fatto che la seconda delle tre opzioni di su è assolutamente vera. Scelta la seconda.
E la mia sfacciataggine la mia disinvoltura o altro… ( escludo comunque la mia voce…:-)) deve averlo colpito, visto che, appena sceso dal palco, si è avvicinato e mi ha offerto le uniche due birre che ho bevuto in tutta la serata.
Penso che due birre consumate sulla spiaggia di Santa Teresa tra belle chiacchiere pensieri nobili alti  liberi e, cosa che non guasta, espressi in forma sintatticamente corretta… :-) siano un ottimo modo per fare conoscenza.
E poi scappare senza neanche scambiarsi un numero con l’eco di una frase lasciata a metà  mentre ti trascinano via “se no perdiamo l'ultimo traghetto” fa molto Cenerentola vip 2000 (o Pocahontas? :-)) 
Ma non ho lasciato in giro scarpe ( Giammai… :-)) 

Tanti auguri di Buona Pasqua (non acida) a chiunque passi.

 
 

 

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giovedì, 05 aprile 2007

Solipsismi o solecismi?

Nella vita è sempre un problema di lessico o sintassi. Troppe parole, troppo poche o più spesso diverse interpretazioni o accezioni semantiche dello stesso termine mi hanno precluso dialoghi proficui e duraturi. Negli affetti come nel lavoro.

Quando lei… parla di Archeologia o Glottologia intende studio approfondito delle testimonianze del passato, siano restituite dalla terra o dai codici non importa. Quando io, o Carlo, usiamo gli stessi termini pensiamo non ad un lavoro antiquario su ciò che c’è (quelli li definiamo piuttosto stage per guide turistiche..) ma alla ricerca passionale e rigorosa insieme di ciò che ancora non c’è o non si è visto bene...
Quando lei fa lezione di archeologia spiega la struttura degli edifici. Bene, diciamo. Senz’altro una premessa indispensabile. Ma secondo noi basterebbe per questo un buon insegnante di Storia dell’Arte della scuola superiore. Quando noi facciamo lezione parliamo anche di tecniche di scavo e metodologie di ricerca. A terra in acqua. Di strumenti. Vorremmo formare esperti in grado di andare oltre noi... non solo giovanissimi antiquari...
Quando lei va in campagna di scavo in Tunisia invita gli operai ad usare il picco… per risparmiare due giornate di lavoro. Quando noi andiamo in campagna di scavo usiamo pennellini o anche solo le mani…
Lei pensa che tutto sia già stato detto. E chiudendosi in un invidiabile atteggiamento alla “Maledetto sia Copernico” non sopporta, neanche di fronte all’evidenza, che vengano lesi principi di autorità come Tecavic o Grevander. Per citarne due a caso.
Lei però ha 65 anni, fa parte dell’asfittico Consiglio di amministrazione della Facoltà e concorre alle decisioni sulle spese.
E può decidere che bisogna tagliare brutalmente gli investimenti sulla ricerca… e che non è utile pagare persone perché studino... 

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lunedì, 02 aprile 2007

Happy Ending Winter

Una giornata come quella di ieri per una meteoropatica lunatica come me è un vero toccasana.
Meglio di un beauty center + seduta di psicanalisi. E soprattutto è l’uscita ufficiale dalla letargia invernale.
Nessuna metafora. Chi mi ha conosciuta d’inverno giura di aver visto una persona presuntuosa algida e vagamente acida. Se poi ha la fortuna ( o il coraggio..) di proseguire il dialogo fino al primo sole Mare e sandali… mi definisce solare appassionata piena di entusiasmo. Se invece scoraggiato/a ha mollato prima, lascio quell’impressione di su.
Insomma vivere a La Maddalena presenta il vantaggio che dopo pochi minuti di barca ti trovi su fantastiche isole vergini. Ma se vuoi godere di tale verginità devi approfittarne ora, perché già il prossimo mese si schiereranno minacciose barriere di yacht, panfili e velieri ad occupare interamente l'orizzonte e modificare i colori.
Se stare spalmata sul bagnasciuga della spiaggia di Spargi perpendicolarmente alla risacca che andando su e giù piano piano, ti culla ti massaggia meglio di quanto farebbero mani esperte in un centro estetico è fantastico.. poterti già permettere un frettoloso bagno è proprio un sogno.
E siccome per irrazionale natura non riesci a smettere di sognare ma razionalmente vuoi sopravvivere al freddo, dopo dieci minuti scendi a compromessi e indossi la muta per affondare ancora nelle acque del parco di Lavezzi, dove puoi praticamente ballare la sartiglia con le orate e i saraghi e prendere le murene per la coda (sconsigliato..., oltre che proibito, soprattutto se sei in giro con la barca del Parco e in compagnia del Presidente del Parco… :-)).
Sotto il mare è tutto diverso. Perché non senti proprio niente di ciò che accade su.
Bello poi quando torni su affamata poter rinunciare a tristi tramezzini per cibarsi di ricci e frutti di mare crudi. Annegati nel limone e accompagnati da spumante secco. Che pare siano afrodisiaci. O dannosissimi per il fegato.
A giudicare dalle nausee e capogiri che ho oggi direi che il secondo effetto ha prevalso sul primo. :-) Sono luoghi in cui è tutto esagerato. Troppo mare intorno, troppo sole, troppo verde, troppe sfumature di azzurro di mare e cielo, troppe spiagge, troppa acqua pulita, troppi animali selvatici. Troppo pericolosamente bello… stare in un posto del genere per una come me che ama gli eccessi...
Riesci a sentire contemporaneamente, in un posto solo, tutti i rumori di questa terra. Del mare profondo e delle sue creature, dalle più dolci alle più feroci.
E questo significa rientrare a casa piena di entusiasmo. E quindi...... mettermi a sistemare la libreria, apoteosi per me, assaporando ogni ricordo e piacere che mi deriva da quelle pagine vissute. Mentre ascolto la sua voce.
Poi dormire nove ore e sognare tutta la notte. Una giornata perfetta. Quasi…

 


 

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