lunedì, 28 maggio 2007

Prendiamola con filosofia...

Bisogno di complessità. Quella fertile dei filosofi non quella riduzionista della matematica per capirci. Quella che non dà soluzioni, ma dubbi, precipizi, baratri, contraddizioni, quella del labirinto in cui non si ha paura di perdersi. Bisogno della stessa complessità anche in amore. Bisogno di chi capisca che folle gelosia e assoluta fiducia sono la stessa cosa in quell’universo. Che il più totale abbandono è possibile solo quando si è perfettamente padroni di sé. Che si è tanto più egoisti quanto più generosi. O di chi magari non capisca, ma continui ad amare. E condividere.
Perché le varie forme espressioni di questa energia sono disordinate quanto caparbie, si intersecano a volte, si sommano altre, più spesso si ostacolano e lottano una contro l’altra. E non ci sono leggi teoremi o riduzionistici aut aut in grado di risolverne le tensioni. Non possono essere regolate né pagate o ripagate, continueranno a nascerne disastri ed estasi, disastrose esplosioni e dolorose dispersioni.
Perciò a volte non importa se una discussione termini con un’accesa risata o con un’incandescente discussione.. Ciò che ci ha spinti a cercarla è forse solo l'emozione di desiderare che le nostre emozioni fossero comprese, e l’unica delusione è quella di vederle ignorate. O sminuite.
Il contrario dell’ironia, lo dico sempre, non è la tragedia, ma l’indifferenza.
A volte non importa neanche il contenuto, ripetuto magari all’infinito, quanto il tono di voce. Che è come dire: sì il testo di questa canzone lo conosco già perfettamente, ciò che voglio sentire come la canti tu...

Grazie di capire tutto ciò. Alla fine.. :-) 
 

 

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lunedì, 21 maggio 2007

A.A.A. Frued (o smorfia:-)) cercasi…

Successo un’ora fa. Mi chiama Stefano, il mio migliore amico, per dirmi che mi ha sognata.
E fin qui non ci sarebbe niente di stano, replico io, capita ad un sacco di persone ogni notte… :-) ma lui, nonostante il mio palesato disinteresse, insiste nel volermelo raccontare il suo sogno:

Loris Campeti mi propone di tornare a fare il giornalista per un pezzo particolare… una madonnina che piange su uno scoglio. Io obietto che magari sarebbe meglio una persona meno agnostica di me e una testata diversa da Il Manifesto per un tale argomento.., ma Loris insiste che sono la persona giusta. Allora carico del mio solito bagaglio di scetticismo e armato fino ai denti di spirito dissacrante, mi avvicino al luogo della presunta epifania… e avvicinatomi esplodo: io quella lì la conosco… ha la faccia di una mia amica... insomma ERI TU! Allora scoppio a ridere perché quella veste bianca e azzurra ti stava proprio male Mari, e poi ti chiedo: perché piangi? Hai bisogno di soldi? Ma tu non rispondi e continui a singhiozzare, e io non riesco a smettere di ridere vedendoti conciata così…”

... Indecisa se sentirmi offesa o lusingata… e se consultare Freud o la smorfia napoletana, poco fa gli ho solo citato Esopo: “Lupus et Agnus”, che, per chi conosce il personaggio… ci sta proprio. :-)

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lunedì, 14 maggio 2007

Tra pecore e presidenti … IO

Quella che sarebbe dovuta essere una tranquilla forzata… (vedi post precedente) giornata casalinga, si è trasformata in poche ore in una strana giornata piena di colpi di scena.
Alle dieci la telefonata, inaspettata, di N. che mi invita ad imbarcarmi sul primo traghetto, raggiungere Palau dove sarebbe venuto a prendermi in veste ufficiale perché il Presidente (leggi Renato Soru) ha organizzato un pranzo in zona S. Giuseppe e voleva che ci fossi assolutamente. Pranzo, aggiunge, per un gruppo ristrettissimo. Venti persone, vertice di intelligence della Gallura per discutere il ruolo di Progetto Sardegna all’interno del Partito Democratico.
Decido che DEVO esserci. Con un po’ di fatica, nonostante cotanta giustificazione.., riesco a raggiungere il centro sfondando i transennamenti sfidando contromano gruppi di ciclisti in fase di prova e sforando di pochi minuti l’orario dell’appuntamento con Giuseppe. Arrivata al porto, scopro che il percorso ad ostacoli non è finito. Mi sembrava di essere in un videogioco… avevo conquistato il porto sì.. ma sull’altro lato della carreggiata e impossibilitata ad attraversare senza invadere il percorso  o fare una lunga aggirata di 1500 m. I responsabili del percorso devono aver capito che era davvero importante o aver pensato che la mia incolumità non valesse molto se per la seconda volta mi hanno lasciato sfidare le volate delle squadre in prova.
Durante la traversata in traghetto ho finalmente assaporato il gusto dell’allontanamento da una città transennata e trasformata in pista ciclabile e pregustato l’arrivo a lidi più ameni.
Scoperto però lungo il dissestato tragitto che il luogo dell’incontro col Presidente non era un lussuoso ristorante con trecento stelle… ma uno stazzo in piena campagna, mi scatta il retropensiero 1: forse mi sarei dovuta vestire diversamente… (leggi pure tailleur executive d’ordinanza e tacco assassino)
Nel momento in cui sono arrivata alla location e ho visto il verde della campagna chiazzarsi di tenere belanti nuvolette bianche è scattato il retropensiero 2: dov’è la telecamera nascosta? 
All’ingresso nella dissestata casupola quando la coppia di ospiti, noncurante del mio look, mi mette in mano un coltello invitandomi a rendermi utile tagliando del maleodorante formaggio scatta l’allarmante retropensiero 3: mi avranno mica rapita dei banditi sardi e pensano di chiedere il riscatto a Soru?
Ma la fervida attività dell’instancabile drammaturgo del mio ipotalamo viene interrotta dall’arrivo del Presidente e signora in look consapevolmente più adeguato del mio, assolutamente a suo agio nella location a lui evidentemente nota, che erompe: Bellissimo qui vero Marina, altro che Porto Cervo, non trovi?
Io: ……… Sì………….
Su ciò che segue glisso perché sono noiose discussioni politiche tra fiumi di vino e portate poco raffinate ma veramente gustose e abbondanti. E il tempo è volato talmente veloce tra belle chiacchiere e pensieri alti e liberi che, una volta accortici dell’orario, siamo dovuti volare noi ( io e il Presidente intendo) alla volta di La Maddalena perché lui potesse premiare chi dei ciclisti aveva fatto la miglior volata…
Beh, i ciclisti hanno aspettato…


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sabato, 12 maggio 2007

Circondata dal giro…

Bene... L’unica cosa che, nel nostro piccolo, non avevamo da invidiare alle grandi città: il blocco del traffico, oggi possiamo vantarlo anche noi. Con l’aggravante che non si può uscire neanche in bici. Perché in bici ci sono loro oggi. Quegli omini che, a dire il vero, mi hanno sempre fatto un po’ di impressione. Che, più o meno dopati, li vedi pedalare con accanimento con aggressività chini sui loro manubri con i loro caschetti aerodinamici con le loro tutine così lucide da dare l’impressione di qualcosa di viscido. Non so… sembrano tanti spermatozooi… :-) perché tutti protesi a schizzare più veloci degli altri sembra facciano della loro corsa una questione di vita o di morte…
Sì insomma.. c’è la prima tappa del giro d’Italia, e il blocco del traffico qui è oggi totale. “Divieto di circolazione veicolare e pedonale dalle 8 alle 20”. Così suona l’ordinanza. Vabbé, eviterò la tentazione di spalmarmi su una transenna per dieci secondi di notorietà… :-) riscoprirò i piaceri della vita casalinga e soprattutto recupererò il tempo sottratto allo studio nelle due giornate appena trascorse.

Perché appunto… rientrata ieri da Milano dopo un viaggio devastante. Cinque ore di ritardo due sbarchi dall’aereo con relativo recupero bagaglio per “seri problemi tecnici al velivolo” litigio con un passeggero che si è sentito offeso dai miei commenti… (Come definireste voi una massa di omini che appena sbarcati dall’aereo si apprestano ad una fila informe per recuperare un rabbonente buono pasto che significa  il meritato accesso ad un’altra fila patetica all’unico bar che impedirà loro per un paio d’ore di riflettere sul tempo che stiamo perdendo? Io ho solo detto che in quella scena c'era tanto materiale per un trattato di sociologia…) 

E se in questo bailamme, volgi uno sguardo alla tua mano e ti accorgi che hai perso una delle perle del tuo contrarié, inizi davvero a pensare a insistenti segni del destino. Fortuna che nella mia vita funziona sempre, nel bene e nel male, la legge di compensazione. Persa una perla, trovati al mio arrivo una cena pronta e… una splendida Montblanc. Senza motivo. I regali più belli. E al mio “Perché???” solo “Perché sì!!!” Ma con un sorriso nella voce…


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