mercoledì, 22 agosto 2007

Solidarietà per Bruce

Non so se Bruce Willis legge il mio blog… :-) ma magari qualcuno dello staff lo butta un occhio alle pubblicazioni degli indigeni, e allora ho deciso di scriverti, a te come a Zucchero su un’altra community, per darvi tutta la mia nostra “Solidarietà per le vittime della discriminazione sociale nel territorio della Costa Smeralda”. E dirgli che siamo indignati per questa cosa che l’hanno cacciato da un locale… o che c’è rimasto male per una foto con la Gregoraci, non si è capito bene.
Se poi c’è anche qualche petroliere georgiano miliardario russo o reale scandinavo che voglia denunciare un abuso subito nel Nord Sardegna può farlo scrivendomi qui e vediamo di organizzare qualcosa.
Insomma pensavo che potremmo organizzare una serata in loro sostegno a Le Iene a Sassari o magari allo Shiva a La Maddalena o in altri bei locali che io saprei consigliarvi.
Perché a Le Iene o allo Shiva le foto lo decidi tu se le vuoi fare. Se ti è simpatico Baingio ti fai una foto se ti è simpatica Marina ti fai la foto con Marina se non ti è simpatico nessuno non ti fai nessuna foto e non si offende nessuno qui allo Shiva.
Anche perché non so chi vi consiglia i locali a voi miliardari in vacanza in Sardegna, ma mi sembra che non vi diano grandi consigli a occhio e croce.
Insomma ciò che dicevo ad un amico affezionato alla Costa Smeralda due post più giù, lo dico anche a te Brus. Se vai dove ti dico io ti diverti di più Brus. E puoi portare chi vuoi, anche Tom (Barrack) se vuole accompagnarti non c’è problema.
Perché se sei un miliardario e vai a bere un rum allo Shiva o a vedere il Time in Jazz di Berchidda o ad Aritzo a prendere un caffè, o a mangiare la zuppa di pesce da Lepori a Putzu Idu che c’è pure il mio amico Stefano Benni e se vuoi te lo presento e vi fate una foto (Sempre se la vuoi fare la foto. Come dicevo su.) secondo me ti diverti di più, ma molto di più che se vai nell’unico km quadrato di Sardegna in cui i miliardari sono centinaia.
Invece allo Shiva, se ci vieni, ci sei solo tu miliardario, il DJ è bravo ed è pure mio amico e magari ti mette su la tua canzone preferita (se glielo chiedo io). È sardo ma sta finendo un Ph. D. ad Edimburgo, si chiama Carlo ed è simpaticissimo, parla anche l’inglese e vedrai che ti fa ballare, vedrai che ti diverti, vedrai la Sardegna, caro Brus.
 

 

 

by scaliemarine | commenti (3) | commenti (3)(popup)
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lunedì, 06 agosto 2007

Miloud: Immagino dunque posso.

Oggi voglio raccontarvi una favola. Una bella favola che mi è appena stata raccontata da un caro amico. Federico. In realtà uno sconosciuto ma è la stessa cosa. Vera come solo le favole sanno essere, e con tutta la leggerezza e l’energia che solo le favole sanno avere.
La favola di Miloud.
Miloud non è un filosofo, né uno di quelli che hanno fatto la Grande Storia è solo un piccolo eroe quotidiano, di quelli che sanno ritagliare pur nella sofferenza un difficile spazio di generosità verso gli altri. Un clown.
Il giovane studente Miloud verso la fine degli anni ’80 conobbe e fu colpito dalle drammatiche vicende della Romania post-comunista. Con l'impeto della sua sensibilità umana ed artistica insieme (ma c'è differenza..?) volle capire cosa stesse accadendo in quei luoghi fino ad allora rimasti impenetrabili. In pochi anni riuscì a mettere da parte quanto gli bastava per il viaggio e nel 1992 partì per la Romania, unico bagaglio i suoi trucchi da clown. Con l'aiuto di Handicap International, che gli fornì un posto in cui dormire, cominciò ad organizzare spettacoli nelle strade. Fu questo il suo passaporto per il mondo nascosto dei bambini del paese che, affascinati dalla sua arte, lo introdussero nel loro piccolo universo fatto di stenti e sofferenze. (Sì, perché il mondo contemporaneo, non solo in Romania, pur governato da ex bambini, non ama i bambini e si accanisce nel maltrattarli sfruttarli ucciderli)
Grazie a loro Miloud conobbe la realtà degli orfani romeni, sfuggiti alle famiglie e agli orfanotrofi e rifugiatisi nelle fogne di Bucarest. Costretti a prostituirsi e a rubare per tirare avanti, i piccoli erano vittime dei pedofili e di una società disperata e violenta dalla quale cercavano di sfuggire tramite le droghe. Fu per loro che il giovane clown decise di restare, condividendo i loro dolori e la loro vita nelle fogne, facendo proprie le loro storie. In cambio insegna loro l'arte di far ridere, fa vivere loro una fantastica favola energetica e cerca così di sottrarli al mercato del sesso.
Ora se c’è ancora qualcuno che di fronte a questi quotidiani shock mediatici riesce ad indignarsi per più dei quindici minuti di ordinanza e capire che occorre dare radici alle ali di Miloud, vi informo che c’è un’associazione da lui fondata (www.parada.it) con la quale io sono già entrata in contatto e con cui possiamo collaborare (non solo con soldi, ma anche azioni mirate, soprattutto di accoglienza o iniziative di promozione di spettacoli). Un’associazione che immagina… percorsi e proposte realistiche e credibili per la vita di questi giovani che prosegue e non può rimanere in sospensione nella favola. E chi immagina può. Sempre.
Un grazie a Miloud perché ci ricorda tante cose: quanta energia c’è nelle favole, che nessuno sa essere concreto come chi sa immaginare, e soprattutto che in un mondo pieno zeppo di piccoli mediocri buffoni c’è ancora qualche clown serio qualche “Naso rosso contro l’Indifferenza”

 


 

 

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