domenica, 28 ottobre 2007

Sono democratico quindi decido IO...

Caro Walter – mi permetto di chiamarti così perché mi hai autorizzata tu ieri – ti confesso che solo ieri all’assemblea ho capito il vero senso di questo slogan che ci ha guidati per tutta la campagna elettorale.
Non era un IO generico.. singolare collettivo pronome di condivisa partecipazione o quant’altro. No no tu intendevi IO nel senso di TU…
Avrei preferito che gli effetti speciali ieri si limitassero a quel megapalco in cui si incontravano un prato e un enorme schermo, connubio di natura e hi-tech. Wow! E mi ci hai fatta anche salire per un intervento da referente del pd sardo. Peccato che lo abbia fatto alle 14. Alle 16.30 avrei avuto più argomenti…
Ricapitolando: no non era l’unico effetto speciale.
Da abile prestigiatore, che neanche Harry Potter (che alla fine un po’ ti somiglia..) alle 16.30 ci fatto snocciolare dalla Finocchiaro i nomi di dirigenti, dei componenti le ambite commissioni e una manciata di mozioni varie su cui deliberare in blocco. Alle 16.30… Neanche nel peggior Collegio Docenti o Consiglio di Facoltà ho mai assistito ad una mossa così stupidamente subdola per evitare le discussioni. Che non salvasse neanche la forma della democrazia.
E non mi hai risposto quando ho detto che prima dei nomi di solito si deliberano i criteri. Non mi hai risposto perché erano le 16.30. E la riunione si stava per sciogliere e molti dovevano prendere l’aereo. Hai solo sollecitato una frettolosa espressione di voto. Ma eravamo riuniti dalle 10…
Ma ciò che invidio di più è la contabilità ottica della Finocchiaro che, gettando un veloce colpo d’occhio ai pass alzati ha detto frettolosamente: Maggioranza. Mozione approvata. Io so che voltandomi ho visto sventolare tantissimi pass di delegati contrari. Oltre il mio. Non saprei dire quanti. Diverse centinaia sicuramente. Cosa di cui non ho letto notizia oggi sulla stampa. 
E credo che un po’ di tecnologia, piuttosto che per i tuoi due gobbi rotanti camuffati da colonnine su cui leggere durante la tua relazione e dare l’impressione dell'improvvisazione muovendo lo sguardo qua e là :-), poteva essere sprecata per garantire delle operazioni di voto più trasparenti e sicure. E tali da consentire, ammesso che abbia ottenuto la maggioranza, una successiva riflessione o analisi del voto. Regola della democrazia.
Anche perché (vogliamo dirci una cosina tra noi..?) i pass li avevano tutti, mica solo noi delegati. Anche gli addetti stampa, i parenti gli amici gli amici degli amici gli invitati gli infiltrati e sinceramente non credo che lo sguardo d’aquila della Finocchiaro abbia anche potuto leggere i nomi o le qualifiche sui pass dei votanti.
C’è stato poi un momento ludico in cui ho pensato che il palco fosse quello di Festivalbar. Quando nell'attimo del tuo insediamento è partito “Mi Fido Di Te” di Jovanotti. Mi scuserai se non ho cantato.
Avrei voluto partecipare ad un’assemblea Costituente non un’assemblea del mai tutto ma di tutto.., un’assemblea dei nemici dell’avversario. E che partito è se non ha l’approvazione neanche dei suoi delegati? Neanche di quelli eletti nelle tue liste. Perché tale sono io.
E la sottoscritta può parlare senza essere tacciata di frustrazione perché è tra i “prescelti” di una commissione.
Non sarà che avete sottovalutato la situazione? Che avete permesso di partecipare a questa fase costituente (per pura facciata lo so bene, questione di packaging no? vi serviva spalmare qua e là un po’ di facce credibili e nuove) a troppe persone che pensano? E giudicano. E non si esaltano di fronte ad un inno e una parata ma si incazzano di fronte alla democrazia palesemente tradita. E queste persone che ieri hanno votato contro proposte oscene, oggi e fino al prossimo incontro inizieranno a scrivere. A te anzitutto. E ai giornali. Perché la gente sappia come si è svolta davvero l’assemblea. E se i giornali non pubblicheranno le loro lettere aperte scriveranno sui loro blog. Di cui mi pare abbiate tanta paura. Giustamente.

 

 

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giovedì, 25 ottobre 2007

Senza nomeRosa resolza

L’ho sognato stanotte. E mi sono svegliata inquieta. Sarà semplicemente effetto delle belle chiacchierate su di lui con Elena nei giorni scorsi. Quando ci distraevamo deliberatamente durante le nostre assemblee politiche per parlare di musica. E poi, chissà come mai, le nostre relazioni sembravamo le meno distratte e fuori luogo… :-)
Conobbi Andrea Parodi due estati fa. Quando mi furono assegnate dal giornale le 900 battute della recensione del concerto dei Tazenda. Rimasi colpita da quella voce potente e morbida insieme. Sembrava che le forza del grecale e dell'austro si fossero depositate e fuse nei suoi polmoni. E anche se a tratti ferita dal male, con meno smalto, con un fisico chemioterapico a mo’ di cassarmonica, l’espressività di quel canto dolorosamente festoso era immensa.
Purtroppo non fui subito in grado, per ignoranza del mio dialetto, di apprezzare i suoi testi. Rimediai l’indomani. Leggendoli a tavolino. E mi impressionò anche la sua poesia. La sua capacità di raccontare tutto della nostra terra con poche pennellate, il rumore del mare profondo e delle sue creature, dalle più dolci alle più feroci, dalle più umili alle più grandi, vittime e avventurieri.
Nell’intervista mi disse solo tre cose di sé. Le più importanti. E io non gli chiesi altro. Della figlia nata da pochi mesi: “l’ho chiamata Lara perché lara in sardo significa labbra e io voglio che lei continui dopo di me, con la sua bocca”. Che si era diplomato all’istituto nautico per diventare capitano di lungo corso, perché amava il mare. Ma amava  anche cantare.
Prima di andarsene ha voluto scrivere e cantare con la voce femminile più bella della Sardegna, perché la voce di Elena, diceva, “ha tutto il colore la passionalità e la dolcezza mediterranei”
Lo ha fatto. Rosa resolza è un lavoro scavato nel baluardo della linfa vitale di Andrea, un affresco del vento, il sole, il mare, di una terra matrigna che troppo spesso gli ha voltato le spalle. Fra due settimane Elena e Andrea riceveranno a Sanremo il premio Tenco. Questo per dire che credo che il nostro Presidente debba lasciar perdere la politica regionale e nazionale per qualche giorno e andare a Sanremo per questo riconoscimento alla musica d'autore. Per dire che preferisce quel mirabilante esercizio di corde vocali a quel mondo stonato che frequenta ogni giorno. Sarebbe un bel segnale. E mi adopererò per questo. Visto che Elena non può farlo in prima persona essendo coinvolta...
E per dire ad Elena che è molto generosa da parte sua questa sfida al mondo della politica che stiamo condividendo, ma molto più nobile l’altra sua sfida. Quella condivisa con Andrea e che lei continua, senza mai arretrare di fronte a tempi mode o case discografiche: è ancora possibile essere artisti liberi, seri, creativi, senza compromessi e paure. Non c'è complessità, non c'è bufera, che possa impedirlo.
 


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giovedì, 18 ottobre 2007

Upside down

Pensiero che mi ha tolto il sonno e mi sta togliendo la concentrazione al lavoro. Cosa indossare se devi incontrare una persona che non vedi da due lunghissimi mesi, che hai visto sì e no per tre ore davanti a due birre e tre amici e con cui hai poi parlato per almeno sessanta nei mesi suddetti? La tua giacca preferita (leggi anche portafortuna) sul tuo tubino preferito per un griffatissimo aggressivo total black calze comprese, o rassicurante mise jeans finto casual? Considerato che allora era agosto e quindi partivi in vantaggio per varie ragioni.. il problema non è affatto da sottovalutare. Sì, devi averlo colpito se, nonostante il mare + pezzo di padania e tuoi frequenti standby, non ha mai smesso di cercarti via etere. Ma si affaccia il retropensiero uno: forse ieri notte sei stata solo più audace del solito (o semplicemente per una volta audace) se lui si è convinto che è ora di volare un po’ da te. E poi il retropensiero due: forse, avendo lui un’agenzia di viaggi, è solo un fatto di free tickets Meridiana da utilizzare entro la settimana. :-( Che poi il punto è forse: voglio trovare l'amore per cui morire o solo far morire di desiderio per un vestito? O magari è lo stesso punto? Cioè quel punto in cui testa cuore pelle stanno in equilibrio facendoti perdere l’equilibrio? E io lo voglio perdere? Diomio che confusione in testa. Che paura nel cuore. Che sfarfallio nella pancia.

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mercoledì, 17 ottobre 2007

“Fitter happier”

Il primo indizio di benessere in me è l’attenzione a me. E, contrariamente a quanto chi non mi conosce affatto pensava, in questo periodo di campagna elettorale e protagonismo al fianco di Presidenti vari, mi stavo spegnendo. Ci credete che in venti giorni niente attività fisica niente tentazioni davanti alle vetrine? Ci credete che riuscivo a passare distrattamente davanti ai negozi di biancheria intima profumeria e addirittura scarpe senza voltarmi? IO proprio IO. Intollerabile.
Rimediato. Ieri sera, uscita dall’unive, per iniziare... campagna acquisti monogriffe Chanel. Dall’intimo alla crema corpo al mascara effetto rivelatore… :-)
Poi selezionata per la corsa sull’ipod stamani playlist n. 3. Quella senza sconti. Né di tempo né di ritmo. Via tutte le tossine. E bentornata Marina.

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martedì, 16 ottobre 2007

"Electioneering...Riot shields, voodoo economics,It’s just business, cattle prods and the i.m.f.
I trust I can rely on your vote"...

Devo ammetterlo. Questa campagna elettorale è stata più istruttiva di un trattato di sociologia e di anni spesi in formazione universitaria e postuniversitaria.
Ho imparato davvero tanto. Compreso che il mio bisogno fisiologico di avere un pensiero fisso una causa che mi coinvolga tutta e mi indirizzi come una falena alla luce, è sempre abbinato alle cause dei perdenti.
E sia chiaro che non è uno sfogo da poltrona mancata, perché, pur nella sconfitta schiacciante, da capolista la poltroncina alla costituente nazionale ce l’avrei pure, ma diomio quante cose ho imparato. Davvero tante. Sintetizzando:
1) Che la maggior parte degli elettori non sono cittadini ma genericamente “gente”.
2)Che la suddetta “gente” non pensa, ma riorganizza all’infinito i propri pregiudizi fino a illudersi confonderli con pensiero autonomo. 3) Che i tuoi discorsi elettorali sono inefficaci se vanno oltre il primo grado di subordinazione. Meglio quelli di chi sintetizza in un’indicazione di voto, tipo devi mettere una X qui. 4) Che un popolo così politicamente preparato... ha solo bisogno di “panem et circensem” e forse merita davvero un ducetto qualsiasi. 5) Che, per effetto dei punti 1,2,3,4, la destra può essere la migliore alleata nella formazione di un partito di sinistra. 6) Che riesco a dormire tre/quattro ore per notte per una settimana ed avere la mattina dopo un aspetto decente. :-)
7) Che i politici, quelli veri, non sanno abbinare i colori. Neanche in un logo.
Mi sono però seriamente chiesta perché non sono riuscita a contribuire in maniera sostanziale alla vittoria, ma solo ad una sconfitta di 4 a 1. :-(
E mi sono seriamente... risposta che forse per parlare di cazzate tipo radioattività, alta incidenza di tumori in zone a rischio, incidenti nucleari,  avrei dovuto cercare di avere un look più mediatico che desse maggiore share nei network e più appeal nel target del business. Perché detto in inglese fa più figo...
Magari avrei potuto:
1) ideare un  reality show «l’isola del plutonio», in cui dieci isolani ambosessi sarebbero stati chiusi nel bunker di Santo Stefano, in una stanza possibilmente a rischio e con aria irrespirabile e particelle di torio... Avrebbero affrontato prove quali attraversare vasche di acido e alesare le canne dei cilindri con le unghie. I meno simpatici sarebbero stati eliminati da un pubblico formato da alte cariche militari USA. Altri sarebbero morti per tumori alla tiroide. Patologia ormai endemica da queste parti. Ma intanto le loro liti e vicissitudini, e assemblee e cancri e sputi li avrebbero resi personaggi televisivi, dopodiché sarebbero stati invitati ore e ore su tutti i canali come veri Vip e avrebbero potuto chiedere il voto.
Oppure:
2) Alcuni isolani volontari si sarebbero potuti incatenare, superando l'ovvio ribrezzo, a Fassino, Mastella o Prodi. Seguendoli così ovunque, sicuro che prima o poi sarebbero finiti, almeno due volte al giorno, in uno studio televisivo. Qua avrebbero potuto chiedere la parola, o interrompere i leader, o alzare cartelli e striscioni, comunque farsi vedere sullo sfondo finché non sarebbero diventati anche loro Vip e personaggi televisivi e chiedere il voto.
O ancora
3) Il sindacato dei lavoratori della base UIL pacs avrebbe potuto dichiarare che, in un reparto, un nero ha toccato il culo a un padano che passava di lì. Si sarebbe scatenata una bailamme su castità, razza e integrazione, da Calderoli a Ruini e da Magdi Allam a Valeria Marini con risultati.. vedi punti precedenti.
Accidenti, ecco dove ho sbagliato. :-)
Un grosso grazie a te.. perché sai condividere sai dividere sai distinguere perché mi fai ridere. Sempre. Credo che senza te sarei una perfezionista nevrotica insoddisfatta senza sorriso. E invece no… :-)

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lunedì, 01 ottobre 2007

Tra striscioni e ... Striscia... io

Discreta soddisfazione nell’essere accolti in piazza da una folla che urla e fischia con supplemento di striscioni e… troupe di Striscia la notizia, e allontanarsi dopo poche ore tra gli applausi degli stessi.
Protagonisti: Io e Renato Soru. Location: Piazza e progressivo faticoso ingresso nel Salone Consiliare di La Maddalena. Intreccio: presentazione del nostro programma (meglio progetto) di sviluppo dell’isola piccola e grande. Tempo: sabato 29 settembre ore 19.00. Il caso ha voluto che la Emory Land, nave appoggio dei sommergibili USA, alle 13.25 dello stesso giorno avesse sollevato l’ancora e se ne fosse andata con quattrocento birilli bianchi schierati per l’addio marziale… consumato sotto un bacio di ponente soffice… Bene. Giorno di festa per me. Giorno di lutto, pare, per  altri che non sono riusciti a trattenere né le lacrime di fronte alla livrea della star vezzosa che scivolava tra le acque né gli insulti la sera col Presidente e me.
Discreta soddisfazione… ma enorme tristezza. Nell’ennesima conferma di cosa sono e quanto valgono le platee, le folle. Capaci di fischiare e poi osannare le stesse persone nel giro di due ore. E, mi spiace dirlo, non per le argomentazioni cogenti e i dati che pur avevamo e che la maggior parte di loro non credo abbia seguito fino in fondo, ma solo per l’esigenza di avere un antieroe o un eroe quando ci si sente piccoli e inutili. E io non riesco proprio a sopportare la mediocrità chi è talmente piccolo da aver bisogno di qualcuno da demonizzare o da osannare, magari le stesse persone nel giro di pochi minuti, chi non ha l’autonomia di giudizio né la capacità di mettersi in gioco, di spendersi per spodestare quel qualcuno se non lo approva o affiancarlo nel progetto. Non delegarlo e poi demonizzarlo o osannarlo. Chi ha bisogno di eroi o demoni è un mediocre. Chi poi si sente eroe per questi applausi è un mediocre con aggravante.
Dov’erano finite le loro urlate convinzioni di un futuro “in mimetica” dell’isola di fronte alle nostre, diverse, di un futuro “turistico”, quando hanno capito che sarebbero stati immediatamente riutilizzati in settori ben più redditizi della base USA? Era solo una questione di pane? Ok! Allora lo si dica senza fare i circenses e millantare ideologie.

Ma senno lor sprezzanti e pur memoria,
tanto che udire «dollaro» li scuote,
ma non del par li scuote udire «scoria»


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