Sono democratico quindi decido IO...
Caro Walter – mi permetto di chiamarti così perché mi hai autorizzata tu ieri – ti confesso che solo ieri all’assemblea ho capito il vero senso di questo slogan che ci ha guidati per tutta la campagna elettorale.
Non era un IO generico.. singolare collettivo pronome di condivisa partecipazione o quant’altro. No no tu intendevi IO nel senso di TU…
Avrei preferito che gli effetti speciali ieri si limitassero a quel megapalco in cui si incontravano un prato e un enorme schermo, connubio di natura e hi-tech. Wow! E mi ci hai fatta anche salire per un intervento da referente del pd sardo. Peccato che lo abbia fatto alle 14. Alle 16.30 avrei avuto più argomenti…
Ricapitolando: no non era l’unico effetto speciale.
Da abile prestigiatore, che neanche Harry Potter (che alla fine un po’ ti somiglia..) alle 16.30 ci fatto snocciolare dalla Finocchiaro i nomi di dirigenti, dei componenti le ambite commissioni e una manciata di mozioni varie su cui deliberare in blocco. Alle 16.30… Neanche nel peggior Collegio Docenti o Consiglio di Facoltà ho mai assistito ad una mossa così stupidamente subdola per evitare le discussioni. Che non salvasse neanche la forma della democrazia.
E non mi hai risposto quando ho detto che prima dei nomi di solito si deliberano i criteri. Non mi hai risposto perché erano le 16.30. E la riunione si stava per sciogliere e molti dovevano prendere l’aereo. Hai solo sollecitato una frettolosa espressione di voto. Ma eravamo riuniti dalle 10…
Ma ciò che invidio di più è la contabilità ottica della Finocchiaro che, gettando un veloce colpo d’occhio ai pass alzati ha detto frettolosamente: Maggioranza. Mozione approvata. Io so che voltandomi ho visto sventolare tantissimi pass di delegati contrari. Oltre il mio. Non saprei dire quanti. Diverse centinaia sicuramente. Cosa di cui non ho letto notizia oggi sulla stampa.
E credo che un po’ di tecnologia, piuttosto che per i tuoi due gobbi rotanti camuffati da colonnine su cui leggere durante la tua relazione e dare l’impressione dell'improvvisazione muovendo lo sguardo qua e là :-), poteva essere sprecata per garantire delle operazioni di voto più trasparenti e sicure. E tali da consentire, ammesso che abbia ottenuto la maggioranza, una successiva riflessione o analisi del voto. Regola della democrazia.
Anche perché (vogliamo dirci una cosina tra noi..?) i pass li avevano tutti, mica solo noi delegati. Anche gli addetti stampa, i parenti gli amici gli amici degli amici gli invitati gli infiltrati e sinceramente non credo che lo sguardo d’aquila della Finocchiaro abbia anche potuto leggere i nomi o le qualifiche sui pass dei votanti.
C’è stato poi un momento ludico in cui ho pensato che il palco fosse quello di Festivalbar. Quando nell'attimo del tuo insediamento è partito “Mi Fido Di Te” di Jovanotti. Mi scuserai se non ho cantato.
Avrei voluto partecipare ad un’assemblea Costituente non un’assemblea del mai tutto ma di tutto.., un’assemblea dei nemici dell’avversario. E che partito è se non ha l’approvazione neanche dei suoi delegati? Neanche di quelli eletti nelle tue liste. Perché tale sono io.
E la sottoscritta può parlare senza essere tacciata di frustrazione perché è tra i “prescelti” di una commissione.
Non sarà che avete sottovalutato la situazione? Che avete permesso di partecipare a questa fase costituente (per pura facciata lo so bene, questione di packaging no? vi serviva spalmare qua e là un po’ di facce credibili e nuove) a troppe persone che pensano? E giudicano. E non si esaltano di fronte ad un inno e una parata ma si incazzano di fronte alla democrazia palesemente tradita. E queste persone che ieri hanno votato contro proposte oscene, oggi e fino al prossimo incontro inizieranno a scrivere. A te anzitutto. E ai giornali. Perché la gente sappia come si è svolta davvero l’assemblea. E se i giornali non pubblicheranno le loro lettere aperte scriveranno sui loro blog. Di cui mi pare abbiate tanta paura. Giustamente.





Rosa resolza